Il fallimento della squadra granata “Non è stata colpa di Cimminelli”

Il fallimento della squadra granata “Non è stata colpa di Cimminelli”

Condannati per truffa e falso l’ex presidente del Venezia Calcio, Gallo, e due suoi complici: avevano promesso ai vertici del Toro fondi per ottenere una polizza fidejussoria che si era rivelata una patacca. Un milione alla figlia dell’ex patron

LUI, l’ex patron del Toro, non c’è più.

Franco Cimminelli se n’è andato a gennaio senza poter vedere la fine del processo ai tre che nel giugno 2005, promettendogli di salvare la squadra, gli rifilarono una “sola” stellare.

“Spero che Franco da dov’è ora possa aver ascoltato la sentenza che condanna i suoi truffatori”, auspica l’avvocato Carlo Mussa, legale di Cinzia Cimminelli, la figlia dell’ex patron granata, quando ieri mattina il giudice Emanuela Ciabatti termina la lettura del dispositivo con cui condanna a pene severe per truffa e falso Luigi Gallo, imprenditore ed ex presidente del Venezia Calcio (5 anni), e i suoi due complici, Alberto Balestrazzi (4 anni e otto mesi) e Gianni Tortorella (4 anni).

Franco Di Flavio, quarto membro della combriccola di truffatori, aveva già patteggiato una condanna a tre anni.

In più il giudice ha disposto un risarcimento provvisionale di un milione e 570mila euro per Cinzia Cimminelli, 15mila euro per le Assicurazioni Generali, difese dall’avvocato Antonio Rossomando, e 10mila euro per il comune di Torino.

Quella confezionata per il vecchio Cimmi era stata davvero una truffa con i fiocchi.

Tutto accadde nel giugno del 2005.

La società granata annaspava nei debiti valutati in oltre venti milioni di euro e rischiava di non poter iscriversi al campionato di serie A.

Luigi Gallo si era presentato a Cimminelli come broker assicurativo e facoltoso imprenditore nel settore delle costruzioni e del calcio.

Gli aveva giurato di poter essere l’uomo della salvezza per il Toro, proponendogli di sfruttare le sue possibilità economiche per ottenere una fideiussione che avrebbe permesso l’iscrizione della squadra al massimo campionato.

In cambio pretendeva di poter entrare a pieno titolo nella società.

Ballestrazzi, Tortorella e Di Flavio avevano confezionato una falsa polizza fideiussoria delle Assicurazioni Generali, spedita poi dalla sede del Venezia Calcio.

Cimminelli aveva pagato oltre un milione e mezzo di euro quella polizia fideiussoria da 18 milioni, 794mila e 268 euro che in realtà era una “patacca”.

La truffa aveva avuto conseguenze disastrose per la squadra granata e il fallimento della società era stato inevitabile.

In un primo momento Franco Cimminelli e l’ex presidente del Toro Attilio Romero erano finiti nel registro degli indagati.

La loro posizione era poi stato archiviata.

Nel novembre scorso era iniziato il processo.

Ieri mattina la conclusione con le tre condanne.

Tratto da Repubblica.it

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