Archivi mensili - Novembre 2016

IVASS Comunica: Nadejda polizze contraffatte

Comunicato IVASS: riscontrate polizze fidejussorie contraffatte della Insurance Company Nadejda AD

24 novembre 2016 – L’IVASS rende noto che l’impresa di assicurazione:

INSURANCE COMPANY NADEJDA AD

con sede in Bulgaria – 999, “VETS Simeonovo” 1700 Sofia – ed abilitata ad operare in Italia in regime di libera prestazione di servizi anche nel ramo 15 (cauzione), nell’ambito del quale rientra il rilascio di polizze fideiussorie, ha comunicato di aver riscontrato in Italia alcune polizze fideiussorie contraffatte a proprio nome.

Al fine di consentire agli assicurati e ai beneficiari delle polizze di verificare la genuinità delle polizze stesse, l’impresa ha messo a disposizione i seguenti indirizzi email, ai quali è possibile scrivere anche in lingua italiana:

– nadejda@pec.studiolegalelucia.com;

– office.it@zknadejda.bg;

– v.s@zknadejda.bg.

E’ inoltre possibile telefonare ai seguenti recapiti dell’impresa:

003592 962 8768; 003592 962 0534.

Si raccomanda di non richiedere attestazioni di veridicità delle polizze a soggetti diversi dall’impresa.

I consumatori possono chiedere chiarimenti ed informazioni al Contact Center dell’IVASS al numero verde 800-486661 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 14.30.

Si invitano gli Organi di informazione a dare il massimo risalto al presente comunicato nell’interesse degli utenti.

Tratto da Assicuriamoci Bene

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False fideiussioni, nel chietino svolte perquisizioni

False fideiussioni, nel chietino svolte perquisizioni

In una inchiesta nazionale sulle false fideiussioni, nel chietino scattano perquisizioni dei finanzieri di Bologna

L’inchiesta riguarda due distinte organizzazioni criminali che, operando di fatto allo stesso modo, gestivano due consorzi di garanzia fidi che rilasciavano garanzie fideiussorie a prezzi vantaggiosi ma senza disporre delle previste autorizzazioni e senza le coperture finanziarie per far fronte alle stesse. Perquisizioni anche nel chietino della Guardia di Finanza di Bologna, nell’ambito dell’operazione ‘Carta straccia’, coordinata dal Pm Marco Forte. 22 le persone denunciate, a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo dell’attività finanziaria, riciclaggio e truffa. Latitante un destinatario di provvedimento di arresto. Sottoposti a sequestro 600.000 euro, su disposizione di Gip. Perquisizioni e sequestri nelle province di Bologna, Milano, Roma, Napoli, Frosinone, Varese, Chieti e Taranto, con il coinvolgimento anche delle Procure di Milano e Cassino.

IL GIRO DI FALSE FIDEIUSSIONI SUPERAVA I 100 MILIONI – Le indagini del nucleo di polizia tributaria hanno ricostruito il ‘modus operandi’ delle due organizzazioni, la prima legata al Consorzio Italia Fidi, la seconda al Consorzio fra cooperative di garanzia fidi e associazioni autonome di Conafi. I consorzi, secondo l’accusa, individuavano potenziali clienti, enti pubblici e soggetti privati, con pubblicità sul web o attraverso una rete di broker, anch’essi finiti indagati per aver indirizzato la clientela verso prodotti finanziari fasulli, attivi in varie città. Le garanzie fideiussorie offerte avevano prezzi vantaggiosi, il 50-60% in meno di quelli di mercato. Oltre all’emissione delle garanzie senza titolo, è emersa anche la distrazione di somme mentre era in corso la procedura fallimentare, con la conseguente contestazione di bancarotta fraudolenta. Circa tre milioni di euro arrivati dai clienti, attraverso manovre finanziarie, sono stati movimentati su conti intestati a società italiane ed estere, poi ‘polverizzate’. I 600mila euro sequestrati sono le risorse che si è riusciti a bloccare, prima che scomparissero definitivamente.

Nel primo caso, tra il 2013 e l’aprile 2015, data del fallimento del consorzio, sono contestate operazioni garantite per circa 16 milioni, pari a 23 polizze fideiussorie, con un ingiusto profitto a danno dei clienti di circa 206mila euro: 10 beneficiari erano enti pubblici; nel secondo filone d’indagine si tratta invece di operazioni garantite per 50 milioni, 445 fideiussioni emesse, di cui 114 a favore di enti pubblici e 331 a persone fisiche o giuridiche: in questo caso l’ingiusto profitto calcolato dagli investigatori è di circa un milione.

Tratto da Rete8

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False fidejussioni per 100 milioni: truffati cittadini ed enti pubblici

False fidejussioni per 100 milioni: truffati cittadini ed enti pubblici

Clienti accalappiati sul web o attraverso una rete di broker compiacenti: venivano offerte garanzie fidejussorie a prezzi vantaggiosi, per poi scoprire che per erano solo carta straccia. 22 denunce, sequestrate disponibilita’ finanziarie per 600.000 euro

False fidejussioni per 100 milioni di euro, 22 persone denunciate e sequestrate disponibilita’ finanziarie per 600.000 euro: è il bilancio dell’ operazione “carta straccia” condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Bologna, che hanno scoperto “due distinte organizzazioni criminali che, operando di fatto allo stesso modo, gestivano due Consorzi di Garanzia Fidi felsinei che rilasciavano garanzie fideiussorie senza disporre delle previste autorizzazioni ed in carenza delle coperture finanziarie per far fronte alle stesse”.

Complessivamente sono state denunciate 22 persone, a vario titolo per i reati di associazione a delinquere finalizzata principalmente all’esercizio abusivo dell’attività finanziaria, riciclaggio e truffa. Nei confronti di uno di questi, resosi irreperibile, sono ancora in corso le ricerche tese al rintraccio ai fini dell’arresto. Sono stati inoltre sottoposti a sequestro 600.000 euro.

Nello specifico, le indagini svolte dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria, partite inizialmente dallo sviluppo di mirati controlli antiriciclaggio, hanno permesso di ricostruire il “modus operandi” delle due organizzazioni che prevedeva l’individuazione dei potenziali clienti mediante pubblicità sul web o procacciati attraverso una rete di broker compiacenti operanti sull’intero territorio nazionale a cui poi venivano offerte garanzie fidejussorie a prezzi molto vantaggiosi (pari a circa il 50-60% in meno di quelli di mercato).
Gli approfondimenti investigativi svolti su queste operazioni hanno fatto – sottolinea la GDF – “emergere gravi violazioni in capo ai responsabili dei Consorzi interessati resisi responsabili oltre che dell’emissione delle fidejussioni senza averne titolo (ipotesi questa configurante il reato di “esercizio abusivo dell’attività finanziaria”), anche della distrazione di somme dalle società consortili in costanza della procedura fallimentare, nel frattempo avviata – incorrendo così nel reato di bancarotta fraudolenta”.
Sono state anche  accertate responsabilità penali anche nei confronti dei broker, colpevoli di aver indirizzato la propria clientela verso i suddetti Consorzi, proponendo, di fatto, prodotti finanziari “fasulli”.

Alla fine gli ignari contraenti/beneficiari, costituiti sia da soggetti privati che enti pubblici, convinti di avere tra le mani una polizza di garanzia hanno scoperto, loro malgrado, come in realtà le stesse non fossero altro che “carta straccia” subendo, di conseguenza  gravi danni economici allorquando si sono trovati di fronte all’impossibilità di escutere la fideiussione sottoscritta.

Le somme illecitamente introitate dai clienti, pari a circa 3.000.000 di euro, attraverso una serie di “alchimie contabili” e manovre finanziarie, sono state movimentate tra conti correnti intestati a società nazionali ed estere per poi essere polverizzate attraverso la connivenza di soggetti terzi che si sarebbero prestati al “gioco”, e che sono stati denunciati per il più grave reato di riciclaggio.
Le Fiamme Gialle bolognesi sono riuscite a ricostruire le movimentazioni finanziarie e a risalire a quei conti in cui le somme erano ancora depositate riuscendo a “bloccare” 600.000 euro prima che potessero scomparire definitivamente.

Tratto da Bologna Today

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