Fidejussione traforo: “Nadejda, abilitazione tolta. Il Comune riscuota i soldi”

Fidejussione traforo: “Nadejda, abilitazione tolta. Il Comune riscuota i soldi”

Fidejussione traforo: “Nadejda, abilitazione tolta. Il Comune riscuota i soldi”

Michele Bertucco e Alberto Sperotto: “Lo ha reso noto con comunicato del 18 agosto 2017 l’autorità di vigilanza italiana IVASS, richiamando il provvedimento della omologa autorità bulgara”

Nadejda, la società assicuratrice bulgara chiamata in causa da Technital nelle ultime vicende riguardanti il traforo delle Torricelle a garanzia della fidejussione di 8 milioni di euro in favore del Comune di Verona, non è più abilitata ad operare in Italia nel ramo cauzioni.

Progettato nel 2007 dall’amministrazione Tosi, ma sulla bocca di politici e cittadini da ben prima, la vicenda del Traforo delle Torricelle si arricchisce di un nuovo capitolo.
Sono Michele Bertucco, capogruppo di Verona in Comune e Sinistra in Comune, e Alberto Sperotto, a sua volta componente della lista e portavoce del Comitato anti-traforo, ad intervenire dopo gli ultimi risvolti che riguardano l’opera.

Lo ha reso noto con comunicato del 18 agosto 2017 l’autorità di vigilanza italiana Ivass, richiamando il provvedimento della omologa autorità bulgara. Non si tratta di un fulmine a ciel sereno dal momento che le criticità patrimoniali di Nadejda erano note. L’unica a non accorgersene è stata la politica cittadina che finora sulla vicenda non ha battuto colpo.

Dal momento che analoga sorte (revoca dell’autorizzazione ad operare) era toccata il marzo scorso alla Finworld (l’altra finanziaria a cui si era rivolta Technital fino a quel momento), e che la stessa Technital ha più volte affermato che non sarebbe mai in grado di far fronte – da sola o in gruppo con l’Ati – ad un simile esborso, a questo punto è necessario chiedersi se sia rimasto sulla piazza un soggetto in grado di onorare gli impegni presi nei confronti della città di Verona.

Bertucco e Sperotto lanciano quindi un appello alla nuova amministrazione comunale.

Questo è quanto chiediamo di accertare alla nuova amministrazione e di fare tutto quanto è necessario affinché il Comune incassi la somma che gli è dovuta. Che cosa aspetta la Giunta – per fare un esempio – a pronunciarsi in merito al ricorso di Technital, dando il suo pieno sostegno all’avvocatura civica?

Ricordiamo che i dirigenti comunali hanno già revocato la concessione dell’appalto del traforo e disposto l’incasso della fidejussione da 8 milioni di euro, che a questo punto sono soldi dei cittadini. A seguito del ricorso al Tar da parte di Technital, l’efficacia del provvedimento è stata sospesa in via cautelativa in attesa del pronunciamento di merito del tribunale amministrativo (atteso per novembre). Probabilmente percependo odore di bruciato, lo stesso Tar aveva comunque ordinato a Technital di presentare entro 15 giorni adeguata fidejussione. Ciò non è avvenuto dal momento che, su questo specifico punto, Technital è ricorsa al Consiglio di Stato contro lo stesso Tar.

Questa girandola di ricorsi e è evidentemente parte di una tattica dilatoria a cui ha ampiamente contributo anche la precedente amministrazione Tosi che, in contrasto con gli interessi della città, aveva fatto di tutto pur di tenere in vita un progetto che tutti sapevano essere da un pezzo morto e sepolto per inadempienza dell’ex concessionario. Alla nuova amministrazione chiediamo di non farsi complice di questo piano che rischia di creare un gravo danno alla città impedendole di incassare risorse preziose da reinvestire sul territorio.

Tratto da Verona Sera

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