Calcio caos, fideiussioni false. Gravina: “In Lega Pro tre gironi da 18 squadre”

Calcio caos, fideiussioni false. Gravina: “In Lega Pro tre gironi da 18 squadre”

Un’altra estate infernale per il nostro calcio: processi sportivi (Parma, Chievo, Foggia, Cesena), Cesena e Bari fuori dalla B (Avellino deve trovare una fidejussione entro lunedì)

Un’altra estate infernale per il nostro calcio: processi sportivi (Parma, Chievo, Foggia, Cesena), Cesena e Bari fuori dalla B (Avellino deve trovare una fidejussione entro lunedì), 4-5 club di serie C che rischiano di scomparire o sono già scomparsi (Mestre, Bassano, Fidelis Andria, Lucchese, Reggiana. Cuneo, Matera). In più, ecco un altro scandalo: le fideiussioni dubbie di 9-10 club di serie C, con la società Finworld Spa che adesso potrebbe essere bloccata dal consiglio di Stato.

Presidente Gabriele Gravina, ogni anno la sua Lega, la Lega Pro, è nei guai. Adesso che succederà con questi 10 club?
“La storia è chiara, noi abbiamo fatto la nostra parte sino in fondo. Ho scritto a questi club, devono mettersi in regola. Rischiano 300.000 euro di ammenda, equivalente della fideiussione, e una penalizzazione in classifica”.

Da questa situazione non se ne esce mai.
“Non si ha voglia di uscirne”

Sulla Gazzetta di oggi è scritto che “la Triestina ha depositato una fideiussione semplicemente falsa”. Le sembra normale?
“No, non è per niente normale. Ho denunciato la società alla Procura della Repubblica e alla procura federale: loro si considerano parte lesa e adesso presenteranno un’altra fideiussione buona. Poi, forse saranno penalizzati. Tutti si dichiarano truffati…”.

Molti club di calcio per una fideiussione da 300 mila euro si rivolgono a società assicurative e finanziarie che chiedono 30-40.000 euro quando una banca chiede solo 2-3000 euro. Strano, no?
Sorride. “Questione di garanzie… La verità è che così non si può più andare avanti, lo ho detto anche a Fabbricini. Su 60 società, 48 sono da serie A, una decina si iscrivono solo con una domanda senza tassa, fidejussione, pagamento dei calciatori… Poi si avanti coi ricorsi e con lele penalizzazioni. Così facendo, per la nostra Lega è un danno di immagine, rischiamo di perdere gli sponsor, anzi li abbiamo già persi. Farò un’azione di responsabilità”

Come si esce da questo caos?
“Semplice: tre gironi da 18 squadre ciascuno”.

Seconde squadre: ci saranno solo Juve e Milan
“Due, già… Forse una terza, se si libera un altro posto. Mi risulta che Roma, Samp, Torino e Udinese sono d’accordo ma vorrebbero aspettare il 2019”.

La prossima settimana (il 19 o 20) il commissario ha convocato per la seconda volta Leghe e componenti: lei con Sibilia, Tommasi e Nicchi chiedete di votare entro l’estate. Cosa potrà succedere in questo summit?
“Poco o niente. Noi ricorreremo comunque al collegio di garanzia del Coni e poi al Tar del Lazio”.

E se Giancarlo Abete non sarà candidabile, presenterete un’alternativa?
“Al momento non ci sono i presupposti: prima Fabbricini dovrà convocare le elezioni. Poi tutto verrà di conseguenza”.

Tratto da Repubblica.it

Leggi di più...

False fideiussioni, Gdf arresta ‘mente’

False fideiussioni, Gdf arresta ‘mente’

Finisce ai domiciliari amministratore di Consorzio Italia Fidi

(ANSA) – BOLOGNA, 20 APR – Dopo due anni di indagini, la Guardia di Finanza di Bologna ha arrestato la persona ritenuta ‘la mente’ di un’associazione per delinquere finalizzata all’emissione di false fideiussioni, rilasciate a prezzi vantaggiosi ma senza le coperture finanziarie.

E’ Claudio De Angelis, 45enne di Latina residente a Cassino (Frosinone), secondo le Fiamme Gialle amministratore di fatto del ‘Consorzio Italia Fidi bolognese’, con sede in via Caprarie a Bologna, ma operante su tutto il territorio nazionale attraverso una fitta rete di broker.

Risponde di bancarotta fraudolenta, esercizio abusivo di attività finanziaria e omesse dichiarazioni ed è ai domiciliari.

A quanto risulta non aveva ufficialmente cariche di rilievo nel Consorzio, ma per i finanzieri ne era in realtà il ‘dominus’.

I militari hanno proceduto al ‘blocco’ di tutti i rapporti bancari intestati al 45enne e delle relative proprietà immobiliari e mobiliari (tra cui una barca da 10 metri ormeggiata nel porto di Gaeta), per circa 500mila euro.

Tratto da ANSA

Leggi di più...

Cesena, false fideiussioni per oltre 200 milioni di euro. Otto arresti

Cesena, false fideiussioni per oltre 200 milioni di euro. Otto arresti

Associazione a delinquere finalizzata all’abusivismo finanziario, bancarotte e truffe. Tra queste il tentato acquisto dell’Olidata l’azienda romagnola primo produttore di pc in Europa

Cesena,  16 gennaio 2018

I militari della Guardia di Finanza di Forlì-Cesena, sotto la direzione della Procura hanno eseguito 8 ordinanze di custodia cautelare (2 in carcere e 6 nella misura degli arresti domiciliari) nell’indagine condotta nei confronti di un’associazione a delinquere, operante in Italia ed all’estero, dedita alla commissione di una pluralità di reati quali: l’abusivismo finanziario, la bancarotta fraudolenta, truffe, anche aggravate, realizzate mediante emissioni di garanzie fideiussorie false, ricettazione ed appropriazione indebita.

Gli accertamenti, avviati nel 2016, hanno portato alla denuncia di 34 persone, delineando le ramificazioni e la struttura dell’associazione a delinquere che, pur avendo sede nel territorio forlivese operava anche in Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia attraverso più società.

Importante, al fine della ricostruzione delle movimentazioni finanziarie, l’apporto fornito dalle segnalazioni per operazioni sospette generate dai presidi antiriciclaggio che hanno consentito d’individuare ingenti flussi finanziari dirottati anche su banche estere site nel Principato di Monaco e Malta. Nello specifico, il modus operandi dell’associazione guidata  Francesco Delle Cave, originario di Afragola ma residente a Sessa Aurunca, e Giovanni Davide Ferreri di Siracusa prevedeva l’emissione di false polizze fideiussorie a favore di terzi soggetti procurandosi illeciti guadagni;

l’individuazione  di società che versavano in grave crisi finanziaria, acquisendole attraverso società di comodo create ad hoc ed intestate a ‘teste di legno’ prive di fonti reddito come la International Cofidil con sede legale a Desenzano ma operante a Napoli o comunque sempre società riconducibili ai due promotori e la stipula di contratti d’affitto d’azienda attraverso i quali garantirsi la gestione dell’azienda acquisita in ogni suo aspetto procedendo alla definitiva spoliazione di tutti i beni finanziari e strumentali, anche mediante la contestuale rivendita a terzi soggetti.

Ma in più venivano forniti alla platea dei creditori delle aziende acquisite, false garanzie fideiussorie, per altro dietro il pagamento di lauti corrispettivi, al fine di procrastinare nel tempo ogni attività volta al soddisfacimento dei propri crediti. Con riferimento alle false garanzie fideiussorie, le stesse venivano immesse sul mercato a nome di uno “pseudo” istituto di credito con sede a Londra, di altro istituto di credito realmente operante ma totalmente all’oscuro di tali operazioni, con sede a Stoccolma, nonché attraverso società finanziarie italiane non abilitate e prive di qualsiasi copertura finanziaria atta a soddisfare i creditori.

Nel corso dell’articolata attività investigativa è stato già accertato il pagamento di premi per un capitale garantito pari a circa 50 milioni di euro mentre sono in corso ulteriori accertamenti su polizze che si ritiene possano essere state proposte – stipulate per ulteriori 150 milioni.

Tra i beneficiari delle false polizze fideiussorie, oltre a privati ed imprenditori, figurano anche istituti di credito ed enti pubblici; allo stato 150 risultano gli episodi di truffa ricostruiti.

Tra questi si segnala il tentato acquisto della Olidata Spa, storica azienda romagnola leader nazionale nel settore dell’Ict e primo produttore di pc in Europa.

L’acquisizione, tentata attraverso il coinvolgimento di un investitore – già noto alle cronache giudiziarie per aver tentato la scalata della Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio – che utilizzando un fondo del Qatar avrebbe acquisito quote della società cesenate, veniva bloccata dallo stesso management Olidata a seguito di riscontri effettuati sulla “consistenza” del fondo.

Ai domiciliari anche la figlia di Francesco Delle Cave, Gesualda, e il marito di questa Mario Sorrentino residenti a Casoria.

Tratto da Il Resto del Carlino

Leggi di più...